La metafora del lupo.




Da bambino, avevo paura dell’uomo lupo. Era il mostro che mi terrorizzava più di tutti, soprattutto di notte. Ricordo che anche il semplice pensiero di spostarmi per casa mi terrorizzava: mi immaginavo l’uomo lupo nascosto nell’ombra, pronto a saltare fuori dall’oscurità per attaccarmi. Ogni scricchiolio, ogni ombra mi sembrava una prova della sua presenza.

Poi, una notte, tutto cambiò. Feci un sogno che mi rivelò qualcosa di profondo e inaspettato.

Nel sogno, l’uomo lupo mi inseguiva. Io correvo, cercavo di scappare, ma lui continuava a starmi alle calcagna. A un certo punto pensai: “Basta! Non voglio più scappare!” Così mi fermai, mi girai verso di lui e lo affrontai. Quello che accadde mi lasciò senza parole: la paura svanì e l’uomo lupo, che fino a quel momento mi era sembrato così spaventoso, divenne amichevole. Alla fine, facemmo amicizia.

Quel sogno mi insegnò qualcosa di prezioso: quando smettiamo di scappare dalle nostre paure e scegliamo di affrontarle, perdono il loro potere. Questo vale non solo per i mostri immaginari, ma anche per i pensieri che generano ansia e inquietudine.

Quando un pensiero ansiogeno si affaccia alla mente, la nostra reazione istintiva è spesso quella di evitarlo, reprimerlo o distrarci. È come se cercassimo di scappare. Ma, così facendo, il pensiero diventa più forte, alimentato dalla nostra resistenza e dalla paura che proviamo nei suoi confronti.

E se invece scegliessimo di fare qualcosa di diverso? Possiamo fermarci e “girarci” verso quel pensiero, proprio come feci con l’uomo lupo nel mio sogno.

Osservare il pensiero con curiosità e apertura, senza giudizio, è come accendere una luce in una stanza buia. La luce della consapevolezza cambia tutto: il pensiero ansiogeno, che sembrava così minaccioso, si rivela meno spaventoso di quanto credevamo. La sua forza si indebolisce, perché non trova più terreno fertile nella nostra paura o nella nostra resistenza.
Non si tratta di “combattere” il pensiero o cercare di cambiarlo con la forza. Si tratta di accoglierlo, di osservarlo e di accettarlo. Quando facciamo questo, il pensiero perde la sua presa su di noi. Non siamo più intrappolati in un circolo di fuga e paura; al contrario, siamo liberi di vedere le cose per quello che sono.



Questo processo richiede pratica e pazienza, ma ogni volta che scegliamo di affrontare un pensiero ansioso con consapevolezza, stiamo sviluppando una forza interiore incredibile. Non è un atto di forza o resistenza, ma un atto di presenza. È il potere di essere presenti, di non fuggire, anche di fronte alle nostre paure più profonde, e di riconoscere che la mente ha un'incredibile capacità di trasformarsi quando la osserviamo con gentilezza.

Nel contesto dello yoga, questo principio di consapevolezza si applica non solo alla mente, ma anche al corpo e al respiro. Ogni volta che pratichiamo yoga, ci alleniamo a portare l'attenzione nel momento presente. Quando portiamo consapevolezza alle tensioni fisiche, senza tentare di eliminarle o resistere, possiamo notare che queste tensioni spesso iniziano a sciogliersi da sole. Il corpo, come la mente, ha una naturale tendenza a rilassarsi quando gli diamo spazio per essere.

Anche il respiro segue lo stesso principio. Quando iniziamo a osservarlo, senza cercare di controllarlo o modificarlo, il respiro tende naturalmente a rallentare, a diventare più profondo e armonioso. È come se il corpo, nel suo stato più naturale, sapesse già come ritrovare il suo equilibrio, basta solo dargli la giusta attenzione.
Questo è il potere della consapevolezza e dell’accettazione: non combattere o scappare, ma stare presenti. In questo processo di accettazione e consapevolezza, la paura, la tensione e l'ansia perdono la loro forza, e possiamo trasformarli in opportunità di crescita.

In fondo, la metafora del lupo che affrontai da bambino nel sogno rappresenta esattamente questo processo: smettere di fuggire e, invece, affrontare con coraggio ciò che ci spaventa. Così come, nel sogno, quando mi girai e guardai l’uomo lupo negli occhi, la paura svanì e il mostro perse il suo potere, allo stesso modo possiamo fare con i nostri pensieri e le nostre emozioni. Quando scegliamo di affrontarli con consapevolezza, perdono il controllo che questi esercitano su di noi.
Con la pratica, ogni volta che scegliamo di “girarsi” verso la nostra paura, ci ricordiamo che anche il lupo, alla fine, può diventare nostro alleato.

Il vero potere sta nel non fuggire mai da ciò che temiamo, ma nel restare presenti e affrontarlo con consapevolezza. È così che possiamo conquistare la nostra serenità e vivere in armonia.

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